Archivi per la categoria ‘Blues’
Il dicembre del Magnolia
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Dalla Brianza a Milano il passo è breve, brevissimo, eppure lo scenario cambia completamente. Date un occhio alla programmazione del Magnolia per rendervene conto (invariata la qualità della proposta musicale e la promozione della fervida realtà indie).
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La scaletta dei Fleet Foxes @ Teatro Smeraldo Milano (20/11/2011)
Serata a teatro ieri allo Smeraldo di Milano, ma non immaginatevi un pubblico compassato: sul palco, infatti, l’alternative folk-blues dei Fleet Foxes, una delle band da tenere maggiormente d’occhio da un po’ di tempo a questa parte, giunta al termine della sua avventura italiana, almeno per il 2011.
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Tuesday Blues N.11 – Introducing the Hardline Accordin to Terence Trent D’Arby – Columbia
In questo nuovo articolo mi piace proporre alla Vostra attenzione un disco che, pur essendo collegato alla linea di genere seguita in questa rubrica, si discosta dal Blues più classico, perchè si tratta di un “Soul Record” che a metà anni ottanta, anche sicuramente beneficiando della “Blues Revue” dell’epoca, ebbe un enorme successo sia di critica, che anche nelle charts, soprattutto in Gran Bretagna. Terence Trent D’Arby e questo suo Introducing the Hardline Accordin to Terence Trent D’Arby, è a mio parere uno dei migliori dischi di quegli anni e che ebbe un meritatissimo riscontro anche presso un pubblico più dedito al pop, che come noto imperversava in tutti i network. Leggi il resto di questo articolo »
MISSISSIPPinITALY N.2 – The Magnetoscopics – Heart Attack
“The Magnetoscopics” esordiscono con questa prima fatica discografica, pur essendo in realtà un ensemble di un progetto musicale composto da musicisti già attivi da anni nella scena blues italiana, a partire dall’ideatore e fondatore della band Marco Simoncelli: armonicista poliedrico, che spazia con estrema facilità dall’armonica blues dieci fori alla cromatica, come ha dimostrato non solo in una lunga carriera, ma anche nel suo CD solista precedente Tuttology, dove aveva esplorato con le sue ance vari generi musicali dando prova di un virtuosismo di alto livello. In Heart Attack Marco invece torna a percorrere la strada a lui molto familiare del blues elettrico più classico, assieme al bravissimo Tiziano ”Rooster” Galli (che oltre a suonare la chitarra si alterna alla voce di Marco in modo sempre molto puntuale e dando una bella prova del suo talento) Billi Billiani al basso e Roberto Stefani alla batteria, che non di meno si dimostrano ampiamente all’altezza del loro compito.
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Tuesday Blues N.10 – Hans Thessink – Lifeline
Hans Thessink, probabilmente sconosciuto ai più, è anch’egli a pieno titolo un prolifico esponente (ben 17 sono gli album al suo attivo) del Roots Blues Europeo, anche se il nostro bluesman olandese naturalizzato austriaco ottiene maggiori riconoscimenti oltreoceano, ove tiene numerosissimi concerti.
Il Blues di Hans, di cui quest’album è un buon “biglietto da visita”, pesca decisamente nelle radici del Delta Blues, con delle virate sempre e comunque molto “filologiche” nella World Music, come dimostrano le collaborazioni che appaiono in questo “Lifeline” nato tra un concerto e l’altro, durante uno dei tanti tour in giro per il mondo nel corso dell’anno 1997. Leggi il resto di questo articolo »
Recensione There Will Be Blood – Wherever You Go
(There Will Be Blood - Wherever you go - 2011 - La Sauna)
Gran bel debutto quello di questi ragazzi di Varese, due chitarre, batteria e spirito più rock-blues che mai: si chiamano There Will Be Blood (come il film di Anderson distribuito in Italia con titolo Il petroliere), e hanno da poco registrato il primo album masterizzato da quel “talent-scout” di Giulio Favero.
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Tuesday Blues N.9 – Eric Clapton – From The Cradle
E’ questo decisamente un disco tra i migliori in assoluto prodotti da Eric Clapton, che in età matura (il disco è uscito nel 1995), decide di tornare al blues che ha caratterizzato soprattutto gli anni del suo esordio, riconfermandosi così uno dei massimi esponenti della “musica del diavolo” moderna. Un Grammy Award come “Best Traditional Album” più che mai meritato, attribuito ad un progetto che dimostra una non comune adesione al genere, che seppure da un lato non sorprende, visto il rigore esecutivo al quale Clapton aveva già abituato il suo pubblico (si pensi anche all”unplugged” del 1992 dove già erano presenti dei blues in versione acustica), dall’altro sì, dal momento che in questo lavoro si sviluppa una ricerca a dir poco “maniacale”, anche di suono, per ricreare (direi riuscendovi in gran parte) le atmosfere delle incisioni della Chess Records, o quelle più in generale del Chicago blues classico, che qui viene omaggiato con cover come: Hoochie Coochie man, Blues before sunrise, It hurts me too, I’m tore down, così come gli episodi di Motherless child e How long blues, solo per citare alcune delle 16 tracks che compongono l’album e che vengono suonate in una maniera molto vicina all’originale, ma con la grande capacità di mantenere un’attenzione alle sonorità moderne, e soprattutto alla personalità esecutiva dei musicisti che si esprimono assolutamente al loro meglio. Leggi il resto di questo articolo »
Mark Lanegan in concerto in Italia il 24 e 25 marzo @ Bologna e Milano
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Gradito ritorno quello di Mark Lanegan in Italia, soprattutto dal momento che porterà con sè il nuovo album – il primo dal 2004 – la cui uscita è prevista per il 7 febbraio 2012. Il nuovo lavoro, che i fans italiani potranno testare dal vivo il 24 marzo all’Estragon di Bologna e il giorno successivo all’Alcatraz di Milano, si intitola Blues Funeral ed è stato registrato ad Hollywood con la collaborazione di Greg Dulli e Josh Homme dei Queens Of The Stone Age.
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MISSISSIPPinITALY N.1 – Red Wine Serenaders – D.O.C.- Totally Unecessary Records
E’ con estremo piacere che apro i battenti di una nuova Rubrica dedicata al vastissimo mondo del “Blues Made in Italy”, già omaggiato da altri colleghi e che era giusto mettere in evidenza anche a tutti voi che leggete.
“MISSISSIPinITALY”, questo e’ il titolo che abbiamo scelto, e che ci rimanda ad una geografia tra Italia e States, simbolo dell’annosa influenza che la musica d’oltreoceano ha in modo preponderante su una miriade di band attive nel nostro paese, e che, “sottobosco” spesso ignorato, riesce a raccogliere consensi e successi anche oltre confine.
E’ sicuramente questo il caso dei bravissimi “Red Wine Serenaders” la cui ultima fatica D.O.C., (già disponibile in tutti i negozi di dischi su etichetta Totally Unecessary Records dal Luglio scorso) conferma il Combo tutto lombardo come una delle formazioni più interessanti che calpestano ormai da svariati anni i palchi “nostrani” e non, e che si sono sempre distinti soprattutto per la dedizione rigorosa al mondo rurale pre-bellico americano delle Jug band, dalle quali Veronica Sbergia e compagni traggono diretta ispirazione e linfa vitale. Leggi il resto di questo articolo »
Il novembre del Magnolia
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Stagione ricca per il Magnolia di Milano, che per il mese di novembre propone tanti concerti interessanti all’insegna di una proposta ricca ma soprattutto varia, così da non scontentare nessuno. E così martedì 8 novembre troveremo sul palco il folk-blues dei canadesi Timber Timbre, il trio che il 5 aprile scorso ha pubblicato l’ultimo album Creep on Creepin’, lavoro che lo ha definitivamente imposto all’attenzione della scena indipendente del nord America. Leggi il resto di questo articolo »








