Archivi per la categoria ‘MississippInItaly’
MISSISSIPPinITALY N.13 – J.Sintoni – A Better Man
Cinque anni separano questo nuovo lavoro, “A better man”del chitarrista nativo di Cesena J.Sintoni dal precedente “The Red Suit”. J Sintoni ritorna così nuovamente a far parlare di sè attraverso nuove note decise, di un blues moderno e accattivante che trae in modo evidente una grande ispirazione da maestri indiscussi quali Hendrix,Vaughan, ma anche Robben Ford, del quale il nostro bravo e nostrano guitar-hero recupera la lezione di classe, che sa coniugare con un vigore ed una riproposizione del blues decisamente riuscita. Leggi il resto di questo articolo »
MISSISSIPPinITALY N.12 – Daniele Tenca – Live For The Working Class
E’ del Dicembre 2010 l’incisione “live” registrata all’Amigdala Theater di Trezzo d’Adda, che segue l’uscita del disco “Blues for the working class”, già salutato positivamente dalla stampa di settore, entusiasta di questo giovane talento, voce dei working-class hero nostrani.
E’ infatti la tematica sociale legata alla piaga delle morti bianche sul lavoro, ed in generale al mondo di chi indossa la “tuta blu”, ciò che ispira la musica o per meglio dire il blues di questo nostro “Springsteen” tutto italico.
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MISSISSIPPinITALY N.11 – Marco Pandolfi – Close The bottle when you’re done
Mi dedico oggi in questo nuovo articolo a recensire l’ultimo disco di quello che unanimamente è considerato un’eccellenza dell’armonica blues in Italia: Marco Pandolfi.
In questo “Close the bottle when you’re done” il buon Marco si esprime in tutta la sua poliedricità, suonando in puro stile “downhome” la chitarra elettrica e acustica, e ovviamente la sua fida dieci fori, per omaggiare i grandi classici senza tempo del blues (è il caso di “Wonderful time”, cover d’apertura, “Keep it to yourself”, resa con la sola armonica e voce, “Goin Away baby”, “You Upset my mind” e “Blue and lonesome”).
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MISSISSIPPinITALY N.10 – THE TRUE BLUES BAND – TBB AND FRIENDS
TBB And Friends è un progetto discografico corale, come lascia già intendere il titolo del disco. Per meglio dire si tratta di una formazione “aperta” come si legge anche dal sito della True Blues Band, ovvero: Lorenz Zadro alla chitarra, Filippo Romano alle tastiere, Valter Consalvi alla voce e chitarra elettrica, Matteo Valicella al basso e Giacomo Aio alla batteria. Leggi il resto di questo articolo »
Mississippi in ITALY-Veronica Sbergia “Old Stories for Modern Times”
Storie di alcolizzati e di gente ai margini in bordelli e quartieri malfamati, di gioco d’azzardo e amori sofferti, che si muovono sullo sfondo della povertà nera, della depressione e della recessione. No, non si tratta delle ultime dalla “cronaca nera” del New York Times o del Washington Post, o di qualche reportage di chi sa da quale cittadina del mondo, balzata all’attenzione della cronaca odierna. No assolutamente no. Leggi il resto di questo articolo »
MISSISSIPPinITALY N.8 – Francesco Piu – Ma-moo tones
“Ma-moo tones” è l’ultima novità discografica del paldino del blues sardo Francesco Piu, prodotta ancora dalla Groove Company di Milano. E’ una vera e propria prova di tutta la maturità artistica, che il bravissimo musicista fa seguire all’esordio di “Journey” del 2007 e al successivo “Live ad Amidgala Theatre” del 2010.
Con questa terza fatica tocchiamo con mano la consacrazione definitiva del bluesman,ormai non più una promessa, ma una realtà consolidata del nostro panorama musicale. Gli orizzonti qui si allargano, arrivando con l’occhio ad un mondo musicale che ha come riferimento “germinale” il blues, ma che diventa però il viatico di una modernità cantautoriale tenuta a battesimo da uno dei massimi esponenti della black-music dei nostri giorni: Eric Bibb.
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MISSISSIPPinITALY N.7 – ALLIGATOR NAIL
Bourbon Street, che taglia e attraversa il French Quarter, si apre davanti ai nostri occhi, tra i negozi di dischi quelli di souvenir e i locali di Live Music e Night Clubs. Passeggiamo sotto le balconate delle ville coloniali mentre artisti di strada si esibiscono in ogni dove ed il ritmo incalzante della musica Zydeco risuona ovunque: New Orleans senza dubbio è “La capitale morale” della Louisiana, prima culla del Jazz,con le sue paludi infestate dai coccodrilli, dove se hai fortuna puoi assistere anche ad un antico rito voodoo, tra immagini di morti e rituali magici, zombie e bambole piene di spilloni: un immaginario ancestrale e patinato che si affaccia sulle rive del maestoso ed imponente Mississippi e che rivive attraverso le note della band lombarda-veneta degli Alligator Nail.
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MISSISSIPPinITALY N.6 – The Twisters with Alice Violato – No Ordinary Blues
Ci regala delle bellissime tinte vocali la bravissima Alice Violato, con la sua voce calda ed avvolgente, influenzata ed ispirata dalle grandi blueswoman del passato. Ad aiutarla in questo viaggio, questa volta dal Nord-Est italico, è un bravissimo Combo “veneto DOC” già attivo dal 2004 nella scena blues tricolore: i Twisters.
Paolo Bacco alla chitarra, che firma l’unico pezzo originale delle 10 tracks “Listen to my heart”, e che ben si colloca fra i noti standard tributati in questo “No Ordinary Blues”, Claudio Lupo alle tastiere, Nicolò Muneratti al basso e Matteo Coassin alla batteria. Ottima prova di questi affiatatissimi musicisti, impeccabili interpreti che riescono a coniugare una evidente fedeltà al genere con la modernità dei suoni, di tutti gli strumenti, suonati con dovizia e padronanza.
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MISSISSIPPIinITALY N.5 – Francesco Garolfi – The Blues I Feel
E’ un bel viaggio quello che ci propone Francesco Garolfi, che con questo suo lavoro solista “The Blues I Feel” ci dimostra quanto la sua lunga militanza nel blues italico abbia dato i suoi frutti in queste 13 tracce che tributano il roots blues classico in modo molto fedele al genere, con il sapiente utilizzo della sei corde acustica, la lapsteel, il mandolino, il Dobro, il basso e le percussioni (queste ultime suonate anche dal bravissimo Pablo Leoni).
Tutti questi strumenti ci fanno ritrovare un ascolto caratterizzato da una grande classe stilistica, generosa di atmosfera vibrante di groove, in ogni nota suonata in modo dosato, come ogni disco di buon blues richiede .La dimensione “essenziale” degli arrangiamenti risulta poi decisamente azzeccata e conferisce a tutto il materiale sonoro la giusta confezione, togliendo ogni dubbio circa la direzione che si vuole seguire.
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MISSISSIPPIinITALY N.4 – Little Paul Venturi & Max Sbaragli – Cold and Far Blues
“Prendete una fetta della via Emilia. Precisamente quella porzione che, solcando il centro di Reggio, si estende ai lati per una decina di chilometri verso Parma e Modena. Cercate di abbracciarla idealmente guardando verso il Po. Ora, se avete voglia, possiamo procedere a rete muovendoci fra le strade blu, quelle più nascoste, quelle dove l’America non ha lasciato solo merda ma anche qualche profumo. Ebbene, questo profumo, sotto forma di musica, si è piazzato addosso a certi locali e certi personaggi che sbattendonesene di mode, di tendenze, di rincorse al successo, hanno abbracciato una filosofia, uno stile, un linguaggio, un suono dell’anima. La ricerca di una personale purezza. Tutto questo pagandolo con un po’ d’isolamento e l’irrisione di chi, instabilmente, saltella fra neo-romantic ,new wave, dark, garage ,vari filoni rumoristi, post-punk, hip-hop, trip-hop, britpop, powerpop, grunge, post grunge ,trashcore e le centinaia di ramificazioni del rock che, di volta in volta, hanno rappresentato la nuova casella d’identificazione per gente che ne aveva bisogno e le nuove fortune dei discografici. La gente e i locali di cui vi sto parlando amano il blues e le forme di rock strettamente annesse a quello. E’ per questo che sono condannati a essere tacciati per sempre di conservatorismo. Solo che loro lo sanno bene che è molto più eversivo un album di John lee Hooker che non la schitarrata di chi suona più peso per affermare, infantilmente, di essere lui il più violento, il più oltranzista,il più trasgressivo.”
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