Archivi per la categoria ‘Tuesday Blues’

TUESDAY BLUES N. 36 – Johnny Lang – Lie to Me

Correva l’anno 1997 ed un giovanissimo enfant prodige, Johnny Lang, a soli 16 anni incise tra il Minnesota e la House of Blues di Memphis quello che unanimamente fu accolto dalla critica come un vero capolavoro. Il successo di pubblico fu altrettanto grande, ed inizia così una bruciante carriera per il giovane Johnny, che nei vari tour mondiali divise il palco con delle vere leggende, tra i quali Rolling Stones, Buddy Guy, Aerosmith e BB King.
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TUESDAY BLUES N. 35 – Peter Green – Splinter Group

E’ il disco che apre nel 1997 l’esperienza di quello che di fatto è un vero “supergruppo”, capitanato da uno dei massimi esponenti del brit-blues degli anni sessanta, Peter Green. Sono gli anni in cui il chitarrista britannico, fondatore dei Fleetwood Mac, torna alla sua riabilitazione umana, dopo un lungo ricovero negli ospedali psichiatrici e dopo la conseguente lunghissima assenza dalla ribalta del rock-blues. Nigel Watson persuase Peter a ritornare in attività e ad incidere un disco che vide, assieme alla chitarra e voce di Green, il formarsi di un ensemble di musicisti di grandissimo spessore: Cozy Powell alla batteria, lo stesso Nigel Watson alla voce e chitarra, Neal Murray al basso e Spike Edney alle tastiere. Leggi il resto di questo articolo »

TUESDAY BLUES N. 34 – Allmann Brothers Band – Seven Turns

E’ l’album che consacra la nuova reunion degli Allman Brothers Band, che decidono, nel 1989, di riunirsi e dare alla luce questo lavoro uscito poi nel 1990. E’ un incisione che ci riconsegna la formazione in tutta la sua forma, dopo nove anni di assenza dalle scene. Ottenne subito un discreto successo di critica e pubblico, entrando nelle classifiche dell’epoca e piazzandosi in posizioni di rilievo. E’ un grande suono, quello di questo disco, che ci ripropone lo spirito che questi “padri fondatori” del Southern Rock hanno sempre saputo infondere sin dagli esordi. L’idea del disco si basa su una leggenda Navaho secondo la quale ci sono sette possibilità nella vita per ognuno di noi di fare le scelte che ci influenzeranno per sempre.
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TUESDAY BLUES N. 33 – Robert Cray – Albert Collins – Johnny Copeland – Showdown

Esiste una vera Bibbia sonora che identifica la blues-revue degli anni ottanta (alla quale ho già dedicato delle righe parlando di Stevie Ray Vaughan, Jeff Healy o del ritorno sulle scene di Eric Clapton, avvenuto proprio a metà anni ottanta): “Showdown”.
In quegli stessi anni Robert Cray, Albert Collins e Johnny Copeland uniscono i loro talenti e le loro chitarre e mettono a punto un progetto che identifica lo spirito più autentico del blues. L’appeal musicale moderno di Robert Cray, altro astro nascente dei mid-eighties, crea una perfetta combinazione con lo stile dei due monumenti del blues che furono Albert Collins e Johnny Copeland. Ne ne nacque un grandissimo disco, che più di ogni altro traccia una linea sonora pertinente tra tradizione e modernità, tutta giocata sulle vellutate e potenti voci e chitare di Copeland,Cray e Collins, quest’ultimo che spicca per la padronanza di uno stile chitarristico che ha fatto proseliti. Leggi il resto di questo articolo »

TUESDAY BLUES N.32 – Gary Moore – Blues for Greeny

Fra tuttigli album nei quali il chitarrista nord irlandese ormai scomparso da circa un anno torna al blues, dopo anni di militanza nelle leggendarie rock band tra le quali gli Skid Row e successivamente i Thin Lizzy, questo Blues for Greeny, è decisamente, a mio parere, uno dei migliori esempi di disco “tributo”.
Il “Mentore” chiamato in causa da Gary Moore in questo progetto, altri non è che il mitico Peter Green, il leggendario fondatore dei Fleetwood Mac. Ascoltando le 11 tracce di rock-blues sanguigno, interpretato e suonato egregiamente da Gary, quello che si respira non è solo un mero omaggio al guitar-hero londinese, ma sembra piuttosto la celebrazione di un debito morale: fu proprio Peter Green infatti, dopo svariati concerti nei quali gli Skid Row di Gary avevano fatto da spalla ai Fleetwood Mac, a far avere alla band irlandese il primo importante contratto discografico. E il resto, da lì in poi, fu consegnato alla storia.
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TUESDAY BLUES N.31 – Allmans Brothers Band – Brothers and Sisters

Un altro album entrato a pieno titolo nella storia e che nuovamente si pose come precursore di quel rock sudista che caratterizzò la fine degli anni settanta e buona parte degli ottanta, e che ancora catalizza l’attenzione di tanti appassionati nel mondo. Correva l’anno 1973 e gli Allman Brothers Band, a seguito della morte tragica di Duane Allman, chitarrista e co-fondatore della band, morto prematuramente in un incidente stradale solo l’anno prima, si rimisero a lavorare su del nuovo materiale, dovendo ovviamente ripensare al proprio suono senza l’apporto fondamentale di Duane.
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TUESDAY BLUES N.30 – JIMI HENDRIX – BLUES

E’ noto quanto il chitarrista di Seattle che ha rivoluzionato il modo di suonare la chitarra elettrica sia stato influenzato da intere generazioni di bluesman che lo hanno preceduto. Il suono e la tecnica inventate da Hendrix, tra uso di wah wah, distorsioni e feedback, è in realtà frutto di un’evoluzione consequenziale di quanto il blues elettrico abbia già proposto prima dell’avvento del rock.
Hendrix non ne fece ovviamente mai un mistero, e nei suoi live set spesso il blues, così personalmente rivisitato, era l’intrattenimento principale. Nel Cd “Blues”, uscito postumo nel 1994, vi è proprio la fotografia di tutto ciò: si tratta di una raccolta di materiale per lo più inedito,con incisioni che vanno dal 1966 al 1970. Un disco, tra quelli che vi ho già recensito, assolutamente per appassionati, che troveranno del materiale unico. Leggi il resto di questo articolo »

TUESDAY BLUES N. 29 – Stevie Ray Vaughan – Texas Flood

Questo disco si può annoverare senza dubbio tra quelli più significativi della blues revue degli anni ’80.
E’ infatti il 1983 la data di pubblicazione, che divenne storica, perchè fu l’esordio del chitarrista Texano Stevie Ray Vaughan. Fu da quel momento che cambiò profondamente il blues moderno.
Tale blues revue la si può collocare, in realtà, già a fine anni settanta, riferendola al leggendario film “The Blues Brothers” di John Landis, che restituì al blues una rinnovata onda di successo. Il terreno fu quindi fertile per fare spazio al chitarrista nato a ridosso di Dallas, che con la sue sei corde suonava con uno stile poderoso e potente, aiutato da una muscolarità nelle dita davvero unica. Leggi il resto di questo articolo »

TUESDAY BLUES N.28 – JEFF HEALEY BAND – SEE THE LIGHT

Prendete una studio d’incisione californiano, prendete un bassista ed un batterista, accomunati dalla passione per il rock blues, prendete un giovane proveniente dalla freddissima Toronto che per un’incurabile malattia perdette la vista e che all’età di tre anni già strimpellava su una chitarra che si teneva sdraiata sulle ginocchia, e avrete gli ingredienti di una ricetta per un disco blues al fulmicotone: “See The Light”.
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TUESDAY BLUES N.27 – Koerner Ray and Glover – Lots More Blues Rags and Hollers

E’ un disco “simbolo”, questo del mitico trio Koerner Ray and Glover, che fa il paio con il loro esordio discografico “Blues Rags and Hollers” e che fu l’ennesimo tributo del blues rurale pre-bellico, in particolare quello folk, in stile piu’ classico. I tre studenti del Minnesota,allora giovanissimi, furono decisamente uno dei migliori gruppi della “Blues-Revue” di metà anni sessanta (il disco fu registrato nel 1963), che assieme a molteplici altri esponenti, ed in contemporanea con il movimento “beat”, crearono insieme ad altri quell’humus fertile all’emergere di tutto cio’ che divenne il folk-rock moderno, di cui Bob Dylan fu l’esempio più rappresentativo e famoso.
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