Recensione Caroline & The Treats – Saturday Night, Rock And Roll
(Caroline & The Treats - Saturday Night, Rock And Roll - 2012 - House of Rock records)
Se siete alla ricerca di una compilation da sparare in macchina a tutto volume il sabato sera, mentre con gli amici raggiungete un locale o una festa, troverete pane per i vostri denti, ammesso che amiate il rock ‘n roll disimpegnato e dal ritornello (power) “pop”. Se poi vi piace pensare che la voce dei pezzi appartiene ad una pornostar norvegese convertita al rock che gira il mondo con completini striminziti di pelle nera e biondi codini, siete davvero a cavallo.

Stiamo parlando di Caroline & The Treats, la scanzonata band scandinava nata attorno alla pornodiva Caroline Andersen, attrice e spogliarellista che dopo la scalata al mondo per soli adulti ha deciso di “darci dentro” col cosiddetto Bubblegum Rock And Roll. Il risultato? Un progetto “nato per far festa” i cui piatti forti sono show al limite del consentito tutti giocati sul divertimento e sull’allegria, un album di debutto, Bad All Over, ed ora il seguito nella stessa scia, questo Saturday Night, Rock And Roll.
Come accennato all’inizio, ci troviamo di fronte a “canzoncine” rockeggianti che inneggiano al divertimento, al “getting dirty” e alla spensieratezza senza alcuna pretesa nei contenuti come nella musica. Limite e allo stesso tempo punto di forza, questa leggerezza accompagna dalla prima all’ultima traccia, in una tracklist dai titoli parlanti che poco o nulla lasciano all’immaginazione (Let’s get dirty, Wam Wam Baby, Let’s go down).
Non pensate però ad una messa in musica di un film porno: se Caroline esalta al massimo il lato sensuale e conturbante di questa musica, il tutto è sempre condito da un fare scherzoso e casinaro ben lontano dall’esibizionismo e dall’ostentazione.
Alla fine il progetto riesce simpatico (anche alle donne!) e fa “battere il piede”, fermo restando il fatto che sicuramente Caroline e i suoi Treats (fra cui figura il guitar hero e fidanzato Morten Henriksen, compositore dei brani scritti dalla Andersen), sono da vedere e vivere sul palco, piuttosto che attraverso un cd.











