Recensione CESARE BASILE – Sette pietre per tenere il diavolo a bada

(Cesare Basile - Sette pietre per tenere il
diavolo a bada - 2011- URTOVOX)

Pensate alla Sicilia, terra splendida e terribile insieme, come una donna, come l’amore, come la vita.
Pensate all’arsura portata dallo Scirocco, al torpore del meriggio che non aspetta che di essere scosso, alla bellezza di un mare che pare estendersi senza fine, e poi, subito dopo, al sangue, al fango, all’istinto tanto genuino quanto brutale. Il rosso e il nero, l’alto e il basso uniti, miscidati irrimediabilmente.
Queste alcune delle sensazioni che potreste provare anche di fronte all’ultimo album di Cesare Basile, in uscita domani per URTOVOX.
Figlio del cantautorato fine che non dimentica l’urgenza rock, Cesare Basile, da buon catanese, ha sempre tenuto un piede in Trinacria ed uno all’estero, fosse Roma o Berlino contava poco, in fondo.
Ora, con Sette pietre per tenere il diavolo a bada, ci regala un percorso piuttosto definito attraverso un mondo magico, ma di una magia oscura, dominato non a caso dal motivo ossessivo della malattia e della guarigione, del nutrimento vitale e della morte, della pietra e dell’amore, della vitalità (che coincide con) la brutalità.
Un album taumaturgico, potremmo dire, in cui la guarigione viene cercata attraverso la ripetizione, l’ossessione, il ricorso al mondo popolare con i suoi riti e misteri, in cui fanno capolino figure sinistre ma minacciosamente familiari. Emblematiche in tal senso Strofe della guaritrice (inno “verbale” e soprattutto “vermale”), e L’impiccata, che conferma l’anima più blues di Basile.
Con queste la sicilianissima Alavò, perla dell’album, va a costituire il terzetto perfetto, prima e dopo il quale il cantautorato, facendola da padrone, allenta la tensione, formale e contenutistica, risultando alla fin fine meno convincente (Elon Lan Ler, Lo scroccone di Cioran, la conclusiva Notte d’amore a Catania).
Nota di merito  per Sette spade, che contribuisce a dare l’impressione che il Basile più autentico ed espressivo vada cercato all’ombra della musica scaturita da un diavolo siculo che percuote la chitarra scuotendo la terra, battendoci forte per scacciare ogni male.
“Sette pietre per tenere il diavolo a bada”: i modi che ognuno si sceglie per scongiurare il negativo, lo sbagliato, la stortura,il punto morto della vita che – lo sapevamo fin dall’inizio – non poteva non presentarcisi.

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