Recensione e foto concerto Daniele Silvestri @ Villa Arconati, Bollate, 24 giugno
Ieri sera, venerdì 24 giugno, si è svolto il terzo appuntamento del Festival ospitato dalla storica dimora immersa nel verde di Bollate, Villa Arconati.
Protagonista della serata Daniele Silvestri, attesissimo e omaggiato di un sold out che ha costretto gli organizzatori ad aumentare i “posti in piedi” per permettere alle migliaia di fans e appassionati di godersi lo spettacolo.
E tale è davvero stato, a partire dalla bellissima Le navi, primo pezzo di S.C.O.T.C.H che ha aperto una serata-retrospettiva sulla carriera del cantautore romano in una scaletta “aperta” dal duplice bis, per un totale di due ore e mezzo abbondanti di musica.
Dici Daniele Silvestri e dici un punto fermo della musica italiana di oggi, e il live di ieri lo ha davvero dimostrato, ponendosi come una sorta di concerto antologico che ha sapientemente alternato “gli ultimi nati” ai “grandi classici”, mandando in delirio il pubblico e costringendo Silvestri e la sua band allo stakanovismo.
Non solo musica però: lo si è capito fin dal secondo pezzo, Io non mi sento italiano di Gaber, dedicato ad una città da cui, a detta di “Daniè”, tutta Italia avrebbe da imparare, con ripetuti e non certo velati riferimenti alla situazione politica nostrana e alla recenti elezioni milanesi, a dare inizio a un climax culminato in Cohiba, pezzo che ha dato l’arrivederci definitivo.
Dici Daniele Silvestri e dici impegno politico, ma per fortuna il “Testardo” ha scelto fin dall’inizio di esprimersi in musica, piuttosto che attraverso comizi e campagne elettorali, regalandoci brani intensi per musica e parole (e non solo, ovviamente, engagè).
Non solo musica e politica, dunque, ma uno show a regola d’arte, impeccabile per le luci che andavano a riverberarsi sulla facciata della Villa, i video proiettati alle spalle della band – da quello, in anteprima, di Fifty Fifty all’omaggio a Paolo Borsellino – fino all’abilità e alla simpatia dei musicisti, una vera e propria squadra-famiglia per Daniele. E non è mancato nemmeno un esponente milanese, Diego Mancino, che ha cantato la bella Acqua che scorre.
Ma una parte cospicua del successo della serata va sicuramente al pubblico, comprimario del cantautore e attore di coreografie e cori, nonchè interlocutore di Silvestri fin dalle prime battute. Alla folla il merito di aver animato, insieme con chi calcava la scena, ogni singolo brano, soprattutto quelli finali, che hanno scatenato la standing ovation e hanno trasformato il prato di Villa Arconati in una pista da ballo-rave dove ondeggiare “con un lento movimento de panza”, saltare (o meglio “salire”) e ancora “andare di fretta”.
La f(i)esta prosegue così fino a ben oltre la mezzanotte, portando con sè un’aria nuova, e facendo sembrare lontanissima l’epoca in cui i concerti dovevano terminare alle 23, l’”era Moratti”.
E così l’inno di Cohiba suona davvero di Victoria, e si può star sicuri che le sue parole non si perderanno nel vento che ha soffiato via nuvole e zanzare.
QUI LE FOTO DEL CONCERTO!








Straordinario concerto e straordinaria recensione! Milano cambia davvero