Recensione Foto e Scaletta concerto ZEN CIRCUS @ Magnolia, Milano, 10/11/2011
E’ stato un po’ come un parto, durato nove mesi esatti: tanti ce ne sono voluti per rivedere gli Zen Circus sul palco del Magnolia, in una serata in cui il tasso di umidità era pari solo all’aspettativa delle persone accorse al Circolo Arci per vedere la band fresca della pubblicazione di Nati per subire. Come ha confessato Appino sul finire dello show, fra i ringraziamenti di rito, il pubblico milanese ha fatto da “cavia” nei confronti dell’esecuzione live del nuovo album, accolto con entusiasmo ed evidentemente già ben noto ai fans che l’hanno cantato a squarciagola mandandolo a memoria (quasi) al pari dei pezzi più datati.
Sarà quindi stata l’”aria da laboratorio” a far sì che la scaletta annoverasse, oltre a nove degli undici brani del nuovo disco, soprattutto i brani più noti, in una sapiente alternanza che ha fatto sì che il ritmo dello show rimanesse alto dall’inizio alla fine, evitando magari i “cali di tensione” sempre possibili in questi casi. Appino, Ufo e Karim si sono mostrati quindi piuttosto accorti, così come meno sfrontati del solito nei riferimenti alla situazione politica nostrana, dato che come ha ammesso il batterista – questa volta perfettamente in linea con chitarra e basso – “sarebbe come sparare sulla Croce Rossa”.
Meno irriverenza dell’ultima volta anche per quanto riguarda le famose “telefonate”, nonostante non sia mancata Canzone di Natale, eseguita appunto senza l’intervento dello spacciatore Abdul. Per il resto abbiamo ritrovato i tre bravi e scatenati musicisti di sempre, pronti a dar vita ad uno spettacolo tutto da vivere in prima linea, con il “pogo” immediato e irrefrenabile. Certo, ripensando a nove mesi fa, pare manchi qualcosa: quel guizzo in più che fa la differenza fra la performance buona e quella memorabile, come la band che scende dal palco per farsi largo fra la folla ed eseguire lì in mezzo l’ultimo brano, oppure la battuta davvero spontanea o ancora il colpo di scena che non ti aspetti, ma tant’è. Un po’ di “stanchezza” è normale, e forse è la stessa che a tratti aleggia su Nati per subire, un album che segue ad un disco e a un tour che hanno creato tanta aspettativa che è davvero difficile ripetersi, ammesso che sia giusto tentare di farlo.
Ecco la scaletta del concerto:
- Nel paese che sembra una scarpa
- Vent’anni
- Atto secondo
- Gente di merda
- We just wanna live
- Andate tutti affanculo
- L’amorale
- Punk Lullaby
- L’egoista
- I qualunquisti
- Vecchi senz’esperienza
- Figlio di puttana
- Vana gloria
- La democrazia semplicemente non funziona
- Ragazzo eroe
- Il mattino ha l’oro in bocca
- Canzone di Natale
BIS
- Milanesi al mare
- I bambini sono pazzi
- Fino a spaccarti il culo
- Nati per subire
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