Recensione OFELIADORME – All Harm ends here
(OFELIADORME - All harm ends here - 2011 - autoprodotto)
Gli Ofeliadorme, formazione bolognese partita come duo acustico ed approdata successivamente ad annoverare quattro elementi che si scambiano gli strumenti sul palco come in studio di registrazione, il 21 febbraio pubblicherà All harm ends here, un album composto di 11 tracce che uniscono con cognizione acustica, elettrica e un pò di elettronica, cantate dalla voce “british” di Francesca Bono.
Questo il nudo referto iniziale.
Il quadro si colora e si arricchisce notevolmente passando dai fatti alla musica, ammesso che di “passaggio” si tratti.
All harm ends here non tradisce infatti le aspettative create da un titolo e da un “pacchetto” (la custodia del cd con le foto di Serena Petrella) che promettono “sollievo”, una boccata d’aria fresca.
Introdotte dalla sognante Paranoid Park, le sonorità che i quattro riescono a generare, sospese fra rock acustico e non, sono sempre suggestive e perfettamente coniugate con la voce, altrettanto efficace, della cantante-tastierista-zitherista. Lungi dal definirle canzoni “da viaggio”, molti dei brani di questo lavoro – penso a River - sono autentiche ballads malinconiche perfette da ascoltare con la testa appoggiata sul finestrino di un treno, guardando un paesaggio bagnato che a poco a poco si illumina di una timida luce.
Ma gli Ofeliadorme hanno anche altre anime, e non tardano a svelarle: già la seconda traccia, la potente Ian, vira dall’acustica alla chitarra elettrica per stamparsi in testa e non andarsene più, con il suo ritornello che nel finale pare un urlo di guerra.
E’ solo l’inizio di un “viaggio” (fisico o mentale, come suggerisce la copertina?!) tra energia e distensione, dolcezza e cupezza, serenità e nuvole nere, il tutto con un sound che suona internazionale ma che non dimentica, credo, le origini italiane e quanto di buono c’è, in fin dei conti, anche a casa nostra (vedi Naked evil, che ricorda atmosfere alla Cristina Donà).
Nel complesso un album compatto, vario ma con una direzione ben precisa, piacevole dal primo all’ultimo istante nonchè ben eseguito, e che probabilmente si rivela in tutta la sua pienezza di ascolto in ascolto, come tutte le cose buone.
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