Tuesday Blues N.13 – Spencer Bohren – Solitaire – Last Call Records
Sono particolarmente lieto di scrivere oggi di un artista a me caro e che ha ispirato anche la mia musica. Fu decisamente una lieta scoperta, dieci anni fa mentre mi trovavo a New Orleans a curiosare tra gli scaffali di un negozio di dischi di Bourbon Street, ritrovarmi fra le mani un CD di Spencer Bohren, artista a me totalmente sconosciuto, come quasi sicuramente a voi, cari lettori, che mi aprì un mondo su una meravigliosa e genuina musica, perfettamente in linea con tutto ciò che mi ha spinto a cimentarmi nel mondo del blues. Inutile dire come poi fu di enorme piacere avere l’onore di conoscere Spencer durante la sua apparizione all’Ameno Blues Festival qualche anno più tardi, grazie all’interessamento di Roberto Neri, l’organizzatore della manifestazione; fu allora che ebbi la conferma del fatto che la musica assomiglia molto a chi la esegue: pacatezza e semplicità unite ad un grande cuore che traspare da modi gentili, questo è esattamente Spencer e questo è quanto la sua musica sa diffondere. 
Ancora attivo con un calendario fitto di concerti, tra Stati Uniti ed Europa, Spencer, nei sui live acts è in grado di lasciare un segno indelebile e memorabile, come fece nel 2001, quando partecipò al “Blues Week Festival” che si tiene annualmente in Germania. Alla sua prima apparizione in Europa, in quell’anno si esibì anche in un tour che toccò vari centri tedeschi. Come spesso capita nei tour, per alcune cancellazioni, Spencer si ritrovò con dei “Day-off” fuori programma, e su invito di Reinhard Finke, propietario della Valve Records, decise di impiegare quel tempo libero per entrare in studio, dando alla luce e consegnando alle stampe l’anno successivo uno dei più bei dischi della prolifica produzione del bluesman americano: Solitaire. In questo disco l’essenza della musica di Spencer che ho descritto prima viene regalata generosamente in undici tracks di cui cinque a firma originale, delle vere perle che spaziano dal delta blues classico (Charlie Patton, Blind Willie Mc Tell, Skip James), al country ”mugugnante” e “ululante” di Hank Williams o addirittura al rock dei Rolling Stones dei quali propone “No Expectations” in un’originalissima versione alla lapsteel. Ne deriva un album che dimostra come Spencer Bohren sia decisamente un artista portavoce non solo del blues tradizionale, ma di tutta l’epopea del folk rurale americano, espresso in una delle sue forme più alte, e che in questo disco trova una enorme spontaneità attraverso gli arrangiamenti prevalentemente acustici che ridanno autenticità a tutte le composizioni, eseguite con un “live appeal” decisamente accattivante che caratterizza l’artista nei suoi bellissimi concerti. L’abilità di songwriter è puntualizzata da “Down The Road”, che apre il disco, la slow ballad di “In Between Friends”, e la bellissima “C’mon Down”, canzone cantata a cappella che ci fa immergere proprio nell’atmosfera di New Orleans (città nella quale vive tutt’ora Spencer) che viene anche omaggiata nell’ipnotica “Witch Doctor” che celebra l’affascinante mondo del Voodoo , “cuore pulsante” della Louisiana “magica ed ancestrale”. Non meno bella è la versione one man band di “Born in a Byscane” suonata invece con la band in altri CD, che ci racconta invece la singolare storia di un uomo nato in una Chevrolet Biscayne. E’ decisamente molto soddisfacente per me in questa manciata di righe togliere dall’ombra dell’anonimato (per quanto posso), un grande musicista che non perde occasione di dimostrare la sua grande capacità artistica costituita da un talento non comune e suffragata da una larghissima esperienza “On the Road”. Sono poi certo che i musicisti fra voi troveranno anche la possibilità di recuperare ispirazione dalle note di questo instancabile “Holler” dei giorni nostri, anche per dare omaggio alla sua musica, come io stesso ho voluto fare inserendo delle sue composizioni nel mio “Hobo Ramblin” di due anni fa. Ecco quindi nuovamente elargito a piene mani un nuovo spaccato del profondo Sud degli Stati Uniti, visto nella sua suggestione primordiale in un viaggio interminabile che ci fa riscoprire e ci rimanda in continuazione a tutto ciò che è la culla della musica moderna.
TRACK LIST:
1. Down The Road (Spencer Bohren)
2. Born In A Biscayne (Spencer Bohren-Michael Carson)
3. In-Between Friends (Spencer Bohren)
4. Hard Time Killin’ Floor (Skip james)
5. C’mon Down (Spencer Bohren)
6. Witch Doctor (Spencer Bohren)
7. Broke Down Engine (Willie Mc tell)
8. Been ‘Round The World (Johnnie Littlejohn)
9. Long Gone Lonesome Blues (Hank Williams)
10. No Expectations (Jagger-Richrds)
11. Dirt Road Blues (Charlie Patton)











